A Gaza l’apocalisse
AVS, Camera dei Deputati admin 17 novembre 2024«La guerra non si combatte con la violenza, ma nemmeno con il silenzio ipocrita. E il clima repressivo è humus per le proteste scomposte». Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera, commenta così i fatti di Torino: «Si tratta di un’apocalisse: il governo chieda ad Israele di fermarsi».
Inizia così l’intervista di oggi su La Stampa.
Onorevole, Nordio è stato netto: “Il terrorismo è iniziato così…”.
«D’altra parte secondo loro chi si fa di droghe pesanti ha iniziato con una canna. Come dire che Marcel Jacobs ha iniziato ad allenarsi per le olimpiadi gattonando».
Ma è questo il modo giusto di manifestare?
«Dobbiamo tutti reimparare a distinguere radicalità o disobbedienza da estremismo e violenza. Appendersi a un balcone, tingere un fiume o un quadro senza danneggiarli sono gesti simbolici radicali, fare un blocco stradale è un gesto disobbediente ma non ha nulla di violento e non evoca in nessun modo il terrorismo. In primo luogo questa distinzione deve saperla fare lo Stato e ridare cittadinanza al dissenso e alla contestazione».
Parla del corteo composito, fatto di giovanissimi e anche mondi cattolici?
«Sì: significa che i ragazzi e le ragazze di diverse estrazioni e culture vogliono un mondo dove non ci si armi fino ai denti. Magari sottraendo risorse alla lotta ai cambiamenti climatici, alla transizione ecologica e alla scuola. Vogliono un’escalation di pace, non mi pare che cerchino vendetta e guerra. Ma un clima repressivo sempre più esacerbato è humus perfetto per le forme di protesta più scomposte».
Si riferisce alle parole di Delmastro?
«Sì, a differenza del governo, noi non proviamo “un’intima gioia” nel sapere che qualcuno non respira. Che sia per un lacrimogeno o si tratti di un detenuto. Venerdì in tutta Italia sono scese in piazza decine di migliaia di studenti pacifici. Ma quali anni ’70? Qualcuno aveva armi? E poi c’è la cosa più importante dalla quale dovremmo partire».
Quale?
« è un cimitero a cielo aperto. L’azione militare israeliana successiva agli attacchi terroristici guidati da Hamas ha raso al suolo tutto. Chi non è morto sotto le bombe rischia di morire di fame e malattia.»*** Continua in Edicola!